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DI EKEBÙ

DRAMMA LIRICO IN:4.ATTI £ 5 QUADRI LIBRETTO DI ARTURO ROSSATO

DA «€ LA LEGGENDA. DI GOSTA BERLING»

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DI SELMA LAGERLÒOFE MUSICA DI

RICCARDO ZANDONZAI

PREZZO LIRE 4.— (aumento compreso)

G. RICORDI E GC, EDITORI MILANO - ROMA - NAPOLI - PALERMO - LONDRA LIPSIA - BUENOS AIRES PARIS - SOC. ANON. DES ÉDITIONS RICORDI NEW-YORK. G. RICORDI &.CO., INC.

Proprietà per Va i ali Deporto. a norma! Lit ee e gii trattati internazionali.

Tutti i diritti di esecuzione, rappresentazione, Ù riproduzione, traduzione e trascrizione sono riservati.

Aii rights A ‘representation, i « transfatton and transcription (AE, strictiy reserved,

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(Printed 1

PERSONAGGI

GIOSTA BERLING

LA COMANDANTE ANNA

SINTRAM CRISTIANO SAMZELIUS LIECRONA

LA MADRE DI ANNA UN’OSTESSA

CAVALIERI - FANCIULLE - FOLLA

In Ekebù, terra di Svezia - Epoca lontana.

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SE

2)

CCG ED

A destra, un interno d’osteria: stanza bassa, dalle pareti di legno, - rossastto, con un gran focolare a cappa; una potta a destra ed una a sinistra. Dal soffitto pende una fampada. Sul focolare rosseggia un fuoco motibondo. Uscendo dalla porta di sinistra, si scende nelfo spiazzo, ampio e nevoso, che forma Îla seconda parte della scena. Spicca un gruppo di abeti, carichi di neve, sotto ai quali si vede il | sentieto fargo, che scende gradatamente verso ia vallata. Oltre lo spiazzo, il sentiero riprende, salendo invece verso le officine ed il massiccio Castello di Ekebù, che dominano, fontant, fa piccola altura. È l’ultima ora del crepuscolo. =

L’osteria è deserta. Soltanto; al. focolare, sta seduta una donna. La lampada arde, velata. Fuori, l’ultimo melanconico sole illumina gli . abeti e i comignoli di Ekebù fumanti contro un cielo grigio. Dal sentiero sale cantarellando un giovine che st appoggia agli abeti per reggetsi} st avvicina ad un'tavolo, che è appena fuori dall’osteria e si fascia cadere sopra una sedia, chiamando verso l’ interno. Alfa prima voce, la donna st alza dal focolate e si affaccia sulla porta, guardando con diffidenza lo strano vagabondo.

GIOSTA.

Oè! Dell’acquavite! Ostessa! Oste! Megere! Dell’ acquavite! Presto. Voglio morire e bere.

OSTESSA. Chi set? Che vuoi?

GIOSTA.

Chi sono?... Un lupo vagabondo. Che .cosa voglio? Ridere col diavoletto biondo che guizza in ogni gocciola, nel fondo d’un bicchiere, Megera! Ostessa! Diavola! Voglio morire e bere, ©

to in RR o SE s Ù si; co DE ‘| I CAVALIERI DI EKEBÙ

} è ‘A mi: * N, he) So) y Hi da da ir VE Ra MEO: VEDUTA Ni ì c* a pe* 7A dx x N ri ) if - LI

OSTESSA. Vattene È adr Chiudo.

GIOSTA.

Non chiudere.

battendo sul taschino e facendo suonate delle monete i, Le senti? - Da quattro di cammino sotto la neve e i venti. ‘I ripicchiando sulle monete POSTI Sentile come ridono! Son Ti slime ciarliere. e Dicono: « Giosta Balasi Bevi. Godere è bere». OSTESSA. n ti O Giosta, o Giosta! Scende la notte di Natale. I cherubini e l'anime batton pet cieli l’ale... GIOSTA, interrompendo sguatato. ... ed io cammino in cerca del diavolo ribaldo eo che l’anima mi sgeli col suo respiro caldo. | bp sonagliere fontane

Odi le sonagliere? Odi le I, n

Eccolo. È lui. Lo senti? Viene per me. ge bere!

E diaboliche. Poî tacciono d’ improvviso. Giosta beve avidamente. Ch, Mama: Rsa AAEO: sale Alora pet il sentiero, si guarda fntorn

"ATTRICE TINI {

ATTO PRIMO i 0

SINTRAM.

Giosta !

GIOSTA, senza guardarlo.

Altezza!

SINTRAM, correggendo.

No. Son Sintram.

GIOSTA, fissandolo.

Ti credevo Belzebù.

SINTRAM.

Veramente tutti credono ch’ io sia il diavolo. Anche tu.

PGIOSTA::

Vuoi comprate la mia anima?

SINTRAM.

Non val nulla.

GIOSTA.

Non val nulla?

Prova, prova, a domandarlo, padre d’Anna, a una fanciulla...

Ah! AR! AR!

SINTRAM.

Set maledetto!...

GIOSTA.

Maledetto? Ebbene? E tu?...

OMR O A o EU 3 puri [a ha N hi PM ARE » (N va ANIA . Nbetadatt Mega dl NOMI ui

PANE MER, e)

OR | I CAVALIERI DI EKEBÙ

SINTRAMI sviando il discorso e guardando verso il castello, Gran baldoria, pel Natale, questa notte ad Ekebù!

Cerco invano fe fanciulle che vi andtan coi Cavalieri... 5 "GIOSTA, alzandosi, batcollando. di. i: No. Tu cotti per le selve; no, tu vaghi pet sentieri i e mi segui da tre giorni con fe rauche sonagliere. i Vuoi comprare fa mia anima? Te la do per un bicchiere. i SINTRAM, andandosene lentamente. Di Non val nulla. Addio! . D Rev

GIOSTA. | "4 Stanotte morirò. La vuoi comprare? |

SINTRAM. o «e È già mia! | ‘A GIOSTA. 08 T'inganni. E d’Anna! | sg i

È pa I

ic Dr

SINTRAM, volgendosi d’ impeto. a D'Annast: sio fe

pia

GIOSTA. Nr i 3 1a

D’Anna!...

ricadendo e sghignazzando

Osi negare?

SINTRAM, tornando d’impeto verso Iui..

AR!... se nomini mia figlia, tristo lupo dell'inferno...

St vince, tide e butta sul tavolo delle monete.

AT'TTO PRIMO Fior

».. compro l’anima all'istante. Bevi e dannati in eterno. allontanandosi Totno a prenderti domani...

GIOSTA.

Mi vedrai qui sulle nevi...

SINTRAM. Motto...

GIOSTA. Morto...

SINTRAM. I Addio! è già tardi.

GIOSTA.

Sono tuo...

SINTRAM.

Rimani e bevi...

Esce. Giosta batte un pugno sul tavolo. L’'ostessa reca un altro boccale. La slitta e il cavallo di Sintram passano rapidi.

GIOSTA, quasi vaneggiando. Bevo! Bevol...

alzando Ù boccale

Ave, pia notte di Natale... Angeli! Stelle! Feste, musiche... fanciulle... tutte liete, tutte belle!...

OSTESSA. Giosta Berling! Chiudo. È tardi.

| GIOSTA.

Chiudi È vattene. Rima: ngo. o 4 (TA le danze allegre e garrole... Ed 10 sei che 2 igno da

vole pale vi

Getta il capo sulle braccia. Il crepuscolo s’infosca. Silenzio] Ma dal

Qt | sentiero, allora, sale un fresco cinguettio di voci femminili che si ORI, avvicina a poco a poco. Giosta alza il capo faticosamente, e’ ascolta.

VOL. CR

#

O « limu», 0 « limu», o « lime» !... o | È I Li Iddio d’azzurto veste | fe tremule betulle

e fe petrose cime.

Ma guarda alle fanciulle...

i ..0 «limu», o «limu», o «lime»!

n) che van per le foreste

sole, gaiette e grulle.

GIOSTA. x «._{°x{x...O mormorio giocondo Mato 14 di garrula zampogna! nu Ti ) cl 02 OE | Nel cuore moribondo (ya III iti forse la vita sogna. del | Sogna e si rinnovella nell’ ultimo bagliore come una villanella ni gior Ge che canta al sol che muore. I

Si alza, batcolla e cade bocconi sulla neve; pesantemente. In quella, sciami di fanciulle giungono di corsa. pel sentieto, ridendo. Entrano a

gruppi come se si inseguisseto Per Seo e si i irelgono poi a spiare i t l’altro piuppo che arriva. Man

y

ATTO PRIMO | RO

FANCIULLE e ANNA.

Prime! - Seconde! ANNA, i Ultima! FANCIULLE. Osanna! intorno ad Anna

Osanna!

- O fiocco fresco d’ argento!

Sembri un balocco gato del vento.

Atfretta! Affretta! - Chi tarda irride!

fa:

Su bamboletta!

- Chi ride inganna!

GIOSTA, quasi in delirio. La neve uccide!

Anna! Mia Anna!

Lo sciame garrulo st muove confusamente pet il sentiero che sale a Ekebù. Ma Anna în un piccolo grido e zoppica, improvvisamente. Tutte allora si fermano e fe cadono ai piedi con grazia giocosa.

FANCIULLE. Ahi! Che ti cruccia?

ANNA, indicando la scarpetta.

Qui, qui!... St sfaccia!

È Ro A TI CAVALIERID FRESU. FANCIULLE.

ORI Abbi

ANNA, col piede sollevato.

La neve agghtiaccia.

FANCIULLE. À e .. Ai suoi ginocchi! Così fa il vento i «È che ammucchia i fiocchi sulla capanna... |’

GIOSTA, alzando il volto e fa voce, ricadendo subito, > s Ki Schetno! Tormento!. Anna! Mia Anna!

Le fanciulle alla voce di Giosta st levano e si stringono intorno ad Anna che trasale e guarda verso l’ombra e la neve dove giace l’uomo. |

F,

Sifenzio un attimo.

FANCIULLE, Roi - Chi è 1a? - Dove? | | in fondo! - Dove? CA - Laggiù! Laggid! ; v ANNA si muove lenta verso l'uomo. (FANCIULLE. CEE ca

No. Non avvicinarti...

ANNA è già vicina; si curva; lo riconosce.

A 1 Tu, Giosta Berling, tu!

ATTO PRIMO AILEIONT,

FANCIULLE, allontanandola dolcemente.

Anna!

ANNA, vicino all’ uomo, tetra. Ti sei perduto. Pace al tuo cuore e al mio.

II cielo ti perdoni.

FANCIULLE.

Lascialo. Vieni...

ANNA, lasciandosi condutte. Addio !...

Esce con le compagne che riprendono il canto e scompare pel sentiero che sale a Ekebù. Giosta si trascina ancora sulle ginocchia fino a metà dello spiazzo; poi d’un tratto ride e ricade col viso sulfa neve. L’ombra scende più folta. Le finestre del Castello e delle officine

lontane tremolano di lumi. Rintoccano fe mefanconiche campane della sera. Sempre silenzio. D'un tratto, pel sentiero che sale dalla vallata, scoppia una voce itosa di donna. Poi apparte un ragazzo ‘colla lanterna. Dietro fui vengono fa Comandante e Samzelius. La Comandante ha una pipa di terra in bocca, indossa una corta pelliccia di montone col vello in fuori ed una gonna rigata di bigello. Calza . dei grossi stivali; il manico di un coltello le spunta fuori dal corpetto; i capelli bianchi coronano fl suo volto di bella vecchia. Impugna un frustino. Samzelius, suo matito, le cammina al fianco, mutolo, tetro, indifferente.

COMANDANTE, a1 ragazzo. Mille diavoli ! ! Matmotta! Su, la lampada...

Il ragazzo inciampa quasi su Giosta.

Che. fu ? SAMZELIUS, guardando l’ Homo, indifferente.

È un briaco che borbotta...

COMANDANTE, curvandosi. Lui!... Pel diavolo... Su! Su!

Pali

ti

COMANDANTE, scuotendolo. È

Uomo insensato. Tizzo di carbone!

al ragazzo che obbedisce Batti all'albergo e sali ad Ekebù

‘indicando ironica Samzelius. : O

... col mio signore che non muove VIS, com’ è suo vezzo...

a Samzeltus, impertiosa

Annunzierai dass che per la festa to giungerò tra poco.

| —SAMZELIUS, indifferente. Io?

COMAN DANTE.

Pel demonio + E chia. Tui Mio martto !

del Ci al ragazzo e a Samzeltus.

1) Coloro escono. A Giosta: LEI di È

inno Giosta! Oè! Prete d’inferno!

. all’ Ostessa :

Accendi il fuoco e lasciaci...

accomodando Giosta sulla panchina

- Sovvia lu.

GIOSTA, Did agio i

Ave, Natale! Loi mio tormento | O PESO

{ i)

ATTO PRIMO © o 17

COMANDANTE.

Cianci di chiesa e puzzi d’ osteria...

L’Ostessa è uscita. La fiammata del focolare balena alta. La lampada

—rialtizzata brilla viva. Giosta si rianima. La Comandante lo guarda.

Poeta del Vermiand, come sei qui?

GIOSTA, tfissandola, smarrito.

. Voglio morire.

È COMANDANTE.

Ah, si? Proptio ? E tu credi che Giosta Berling non sia già ben morto? . Guardati un poco, sciagurato. Vedi ? Soltanto gli occhi ài vivi ancora. E belli. Vuoi morir ?... Vuoi motitò...

| GIOSTA.

Voglio mottte.

| COMANDANTE.

| Ragazzo, ascolta. Son la Comandante ‘delle ferriere d’ Ekebù. Se levo O un dito solo, il buon Governatore diventa una marmotta.

Se n’alzo due, il Capitolo s' affaccia sulla piazzetta e trotta.

Se n’ alzo tre, a minaccia, DAI Tribunale, i1 Vescovo e i più forti womini del Vermiand ballan la polca. Eppur, ragazzo, il diavolo mi porti. s' fo non. sono un cadavere...

fa I CAVALIERI DI EKEBÙ GIOSTA, balbettando. No, no... I I tr ) ri Tutto è finito. Lasciami morire! / i 00] 4

+

La Comandante sbatte il frustino sul tavolo, poi st avvicina a Giosta, |. stede vicino a lui e gli parla con voce improvvisamente commossa

Ea

] ca

e materna. } “3 i Ri

COMANDANTE. v x SI

Come fu, come fu, che t'àn cacciato al dalla chiesa di Bro? È: De”

i È

GIOSTA, levando il capo smarrito. ti; | ‘A

Non flo so più. RI

rievocando a stento nella memoria | Sa 9 LI # i e , CL) VA

Bro: la chiesetta triste. Bro, la mia triste vita. mo Neve, silenzio, gelo, malinconia infinita. “al È 14 SO

Vivevo là, sperduto... là... tra un gattit di spole, «sg

Pastor di Dio ignorato... Là... - na di ... Ma non ride il sole? | i

Ma sulla terra tepida che odota È

non fioriscono dunque, le viole?

L'estate, calda di frumenti d’oro,

lieta di vento, ebra di stridi e d’ale,

non canta più cot miei vent'anni in coro,

non danza più per le sonanti sale

delle campagne, allegre di lavoro?...

Così gridavo a Dio,

così chiedevo a Dio tutte le sere.

E bevevo... bevevo...

La primavera era nel mio bicchiere.

. E ad ogni stilla... ecco... una tosa; ad ogni

sotso... ecco... un trillo e un cinguettio di nidi;

3 i ATTO PRIMO 19

ecco... un fiotit di tepidi cotogni e gridi e stridi, e volt e sogni, e dalla terra tutta quanta in fiore e dall'anima mia tutta fiorita un grido, un grido, un grido: « Ave al Signore, Ave, alla vita!... »

«+INon ricotdo più. Fui sconsacrato, fui cacciato. « Via l'ubbtiacone! Dio gli neghi il pane!» Cerco la morte da tre di. Che dire? Che fare ancora? È giunta l'ora. Lasciami morire.

Singhtozza col volto fra fe mani, come un fanciullo. La Comandante è commossa. Gli pone. una mano sul capo, maternamente. Dopo un poco; gli parla con amarezza e con pietà.

COMANDANTE.

No. Sei un fanciullo. Nel tuo triste pianto fotse to ricordo un dolce pianto mio. Ascoltami. Ritorno

la vaga e bionda Margareta Celsig

ch’ero una volta... non so più in qual giorno. Amavo, allora, e come lo sa Dio,

in umiltà,

sognando l’uomo e il focolare mio

semplici e santi nella povertà.

Ma uomo un di patti: « Voglio tornate ticco, mi disse. Prega sempte e aspetta... » E aspetta e aspetta senza disperate

e aspetta e aspetta...

È commossa, s'interrompe.

Ascolti ?...

COMANDANTE. Ma fa mia gente, ‘allora, A fi:

posò gli ‘sguardi su Samzelio, ib tetro. i 4

I DE

| Samzelius. « To”! Ecco il tuo sposo!... » No! « Prendilo! » No! « Prendilo! » - Nol. A nerbate |

I

e a calci mi fotzatono...

fra i denti | i | i vi Gesù!

k

con tristezza

Ma da quel giorno, Margareta SS non visse più.

a Gfiosta, dopo un istante

Mi ascolti ancora?. 00 hi LIA

GIOSTA, guardandola.

COMANDANTE.. A | . Guardami. Allora - non so più quando ritornò colti. ch'era partito. Ritornò e fu mio. i Sì. Fu il mio amante. Mi donò Fkebù,

nt.

oro ed amore n ed io bevvi, ed t0 bevvi atsa al peccato. v L) ; e fui la Comandante dub) RR

dal pugno forte e dal selvaggio cuore, A n

Giosta è in piedi, petcosso dal racconto.

ATTO PRIMO 25

COMANDANTE.

E quando un giorno la mia vecchia madre, che vive ancora, venne di lontano

per domandarmi in qual vergogna fosse

fa sua figlivola... io scatenati le braccia...

e questa mano... si! sì!... fa percosse così. così..! così. ... sopra fa faccia. Ansa e tace. Giosta, palfido e smarrito; fa fissa. La donna st calma. Non in’à più perdonato, ella, mai più.

E vive ancora.

Colui che amavo’ è morto. Io col marito, che tutto ignota,

trascino il mio cadavere in peccato.

Tutto è passato.

E vivo sempre. E speto in Dio. Ho finito!

Ora è calma. Sorride. Imbocca la pipa; e cammina verso Giosta. Vivi anche tu, ragazzo. Raccolgo da quel giorno

i deboli e i perduti che Iddio mi manda intorno.

Do foro la letizia, la fede ed i piaceri,

lt chiamo i Cavalieri. Sono i miei Cavalteri. Vuoi vivere?... Vuoi vivere?... Redimerti?

GIOSTA. No. COMANDANTE.

Ebbene! Allora ammazzati... guardandolo negli occhi e alzando il dito Ma un’altra cosa so...

Una voce, ancora fontana, suona allota dal sentiero. Un lieve chiarore

di fiaccole fumiga tra glt abeti.

dl, 4 a ci ne e [ast

asi di X Si O dr, DIM a SI

NI OT CAVALIERI DI EREBÙ.

| CRISTIANO. ni Vecchia terra di Ekebù, : sf Son a chi fa crescere le rose | stà sulle squallide miniere

dalla bocca sgangherata ? È ID,

CAVALIERI.

La canzon del Cavaliere.

sempre gaia e disperata.

Heissan !

Heissan! OO î

COMANDANTE. n dopo avere ascoltato un istante, fissando sempre negli occhi Giosta J Anna! ; GIOSTA, trasalendo.

Che dici?... Anna?... | | e

COMANDANTE. |

Vuoi vivere?... A1 Castello si danza questa notte ed Anna è là. Sei bello ed ella t'ama. Accetti?... |

gn sN

alle voci più vicine.

x

«+ Ascolta. La canzone det Cavalieri... RARE

le fiaccole e la frotta di Cavalieri guidata da Cristiano, seguita dalla. folla, irrompe cantando, suonando nei violini e soffiando nei corni.

i; ; ? tai | La canzone prorompe alta.

SI

ATTO PRIMO 23

CAVALIERI.

Vecchia terra d’Ekebù, chi seduce le tue spose, rubiconde primavere dalla bocca imporporata? La canzon del Cavaltere ‘sempre gata e disperata. Heissan!

: Heîtssan!

Giosta d’improvviso si scuote e tende la mano alfa Comandante che gliela serra rudemente.

| GIOSTA. Accetto !

COMANDANTE.

» Vieni. E fa redenzione.

Spalanca la porta; tenendo sempte per mano Giosta. Sullo spiazzo. la folla agita fe fiaccole, i Cavalieri cantano e ballano allegramente.

COMANDANTE.

Cavalieri!

CAVALIERI, volgendosi, festosamente.

Comandante !...

COMANDANTE, presentando. Giosta Berling, Cavalfere!

CAVALIERI.

sventolando i cappelli, agitando la braccia festosamente,

- O ftratello!... - Heissan! Hetssan! - Gloria! - Gloria!

D’ improvviso, strepito di sonagli. I Cavalteri e la folla s’interrompono, st volgono e ascoltano. Sintram appare tra gli abeti.

| T CAVALIERI DI EKEBÙ

CAVALIERI.

segnando a dito

RI Ci Segue 500: È il

| FOLLA, volgeadogi.

CRISTIANO... il

tendendogli le pugna minaccioso

| CAVALIERI. I O ti scoppia una gtagnuola di motteggi sulle corna. ‘CRISTIANO. I e

Non salite ad Ekebù... CAVALIERI. tl | e i Tu sei un tristo. Noi gli eletti... b; COMANDANTE. imperiosa, at Cavalieri e alla folla

Via!... Lasciatelo!... AI Castello! 3

TUTTI e e à@z ‘3 (Sta! AI Castello...

SINTRAM, sommessamente, i

| Sintram spinge fa slitta verso Ekebù precedendo i ‘Cavaliett. I Cavalieri e dn Do: Fifcaniano Fan Giosta e la Comandante. Imboccano

ATTO PRIMO. | 25

BOTPI,

Vecchia terra d’Ekebù,

chi ti la giovinezza, chi ti le sonagliere

| dalla garrula risata?...

La canzon del Cavaliere

sempre gaia e disperata Heissan ! Heissan!

St muovono confusamente. Fumi di ftaccole, tumulto allegro, voci festose.

2,

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Un’ampia sala nel Castello di Ekebù. A destra, quasi vicino al

| proscenio un'arcata, chiusa da una tenda di velluto e una finestra a vetri colorati; nel fondo una gran porta d’entrata. A sinistra, un largo focolare a cappa ed un’altra porta. Dal focolare pende una grossa catena che sfiora i ciocchi appena accesi. Sedie, sgabelli, cassapanche. Candelabri accesi sopra le mensole; uno, grande, pendente dal soffitto. Alla parete, uno specchio.

Anna è nel mezzo della sala, attorniata dallo sciame delle fanciulle . che stanno abbigliandola per fa recita della commedia. Un altro gruppo di fanciuife è inginocchiato intorno ad una cassapanca aperta, dalla quale traggono alla rinfusa delle robe; un altro gruppo sta addossato alla porta di destra, dialogando colla folla che vocia da fuoti, per entrate. Ì tte gruppi, movendosi e tispondendosi, si mutano,

. st confondono; st ticompongono. Anna è grave e triste.

| FOLLA, di fuori.

Oè! Oè! La neve sfiocca in cielo! Aprite! Aprite!

| Quel vociar mi tedia.

FANCIULLE, sull’ uscio (alla folla).

- Non siamo pronte! - Anna st adorna ancora per la commedia!

- Non è l’ora!

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ARTO 7 1 a * n EZIO ti RO, LÌ, ‘apt n) Rit 7 VORCARR RUOTA ave PRATT ; ? ART e IO VARI 4 Re Î. x Ri x » 4 vo da n s ) Mu] Wi N Se pa Ù È ha va À a À ni dita o A - VIA ì 12 LR ur PRESEN) da LR la

è! Oè! La notte è fredda. Aprite! hi

Ritornate più tardi. Orsi, obbedite!..,

Anna ed ammirandola fa condurranno a forza davanti allo ‘spec

- Gira, gira. Allaccia, allaccia.

FANCIULLE, intorno ad AGÒI @ cette della All vere 1, alla cassapanca (vuotando alla rinfusa).

- Un cappuccio di bigello! Lo di fra di ;

= Un rosario ! | e - Una cuffietta!

- Fida fruga; affretta, affretta...

- Una tonaca, un mantello...

accotrendo verso Anna

toa

Ecco il velo... Tra Îà... (STU TU

FOLLA, di fuori.

FANCIULLE, sull’uscio, beffando.

Le altre fanciulle, intanto avranno accomodato il velo intorne

- Ort sei pronta. - Apti le braccia

come un candido tosaio.

Gita come un ancolalo ST RT OTa bb la E FOLLA, di fuori, allontanandosi. de; (Hei Oè! LALA 5 i; da A b È i i a

ATTO SECONDO 31

FANCIULLE, sull’ uscio. Silenzio! Appena giungeranno i Cavalteti, vi apritemo...

ascoltando Vanno... unendosi alle compagne

Vanno, vanno, tra Îà...

Ma Anna d’un tratto ha un gesto di paura, gitta un piccolo strido, st curva come per ascoltare e indica il camino. Silenzio improvviso.

ANNA. Zitte!

FAN CIULLE, sottovoce. Perchè ?... 7

ANNA, con ansia.

Là... Nel camino... Îà...

FANCIULLE, rettocedendo.

No...! Ci spauti...

ANNA. Odo dei tonfi cupi...

FANCIULLE. I lupi! I lupi! Fuggi! Fugoi!

VOCE, dalla cappa.

Scivolando fungo la catena, un tomo» cade ritto sul focolare. Anna trasale. Le fanciulle si addossano spautite ‘contro la finestra.

32 I CAVALIERI DI EKEBÙ FANCIULLE, riconoscendo l’uomo.

Sintram! Tuo padre!

SINTRAM, quasi scusandosi, beffatdamente.

Non vi sgomentate. Le porte d’Ekebù

eran serrate... Indica il camino e fa il gesto caratteristico di chi rotola. .. tn tonfo e giù... avviandosti verso il gruppo e ridendo amaramente

Vi porto una novella ...

FANCIULLE.

Una novella ?

- Quale?

SINTRAM.

Giosta, il bel Giosta che credete motto

fra poco satà qui.

ANNA, con un piccolo grido soffocato. Giosta ?

SINTRAM, fissandola duramente. ... Il tuo Giosta. Si!

Suoni e voci lontani. Le fanciulle si volgono tutte verso la finestra gioiosamente, lasciando solt Sintram e Anna. Bagliori rossastri sulle vetrate. Le voci si avvicinano. Sinttam muta volto ed aspetto, afferra Anna per un braccio e la trae verso fa porticina del focolare.

| ATTO SECONDO 0 33

FANCIULLE, aprendo la finestra.

I Cavalieri... Giungono!...

SINTRAM, ad Anna che ascolta a capo chino. | Ma tu

non devi rimanere, ora. Su! Via!

Lascia il Castello! Seguimi! T’affretta!

Non perdere così

l’anima tua e la mia.

CAVALIERI, sempre più vicini.

Vecchia terra d’ Ekebù,

chi fa crescere le rose sulle squallide miniere dalla bocca sgangherata ? La canzon del Cavaliere sempre gaia e disperata. Heissan !

Heissan !

+ Le fanciulle spalancano la porta, alla brigata, afle voci ed al chiaror di

fiaccole chest avvicina. Poi cortono festosamente addosso a Sinttam, spin-

gendolo verso la porticina, facendolo uscire e togliendogli di mano Anna.

FANCIULLE.

Giungono! Se ti colgono, sei morto.

SINTRAM, ad Anna.

Vieni!

34 | I CAVALIFRI DI EKEBÙ

FANCIULLE.

Lasciala qui! - Vattene! - Bada! spingendolo fuori allegramente - Scendi! Fa’ presto! - Tornetai!

Che attendi?

Chiudono la porticina dietro lui; poi prendono per mano Anna e

fa trascinano dietro fa tenda, festosamente.

Tu, qui, orsacchiotta ! - Corri! Trotta! Su!

Scompatono. Alfora irrompe festosamente la brigata det Cavalieri e la folla che fi segue agitando le fiaccole e danzando grottescamente al suono della canzone. Lieta baraonda. Ma Cristiano si pianta subito in mezzo alla sala pomposamente e trincia un gran gesto di comando.

CRISTIANO. Via la plebe!

CAVALIERI, guardando intorno comicamente.

Non c'è!

CRISTIANO, ostinato.

Che me ne importa?

Via la plebe egualmente!

ai Cavalteri:

ATTO SECONDO 35

Schieratevi a battaglia

là, sulla porta. Io inalzo il grido: Ofà, magnifica ciurmaglia!

Chi di voi pugnerà...?

- CAVALIERI.

- Tutti! Presente!

CRISTIANO.

E chi di voi Giosta consacrerà

novello Cavalier ?

CAVALIERI. | Tutti! Presente!

I Cavalieri si adunano rapidamente davanti alla porta. Entra allora fa Comandante, al braccio di Giosta pomposamente vestito ‘da Cavaliere. Acclamazioni vive e giotose,

VOCI,

- Heissan! Heissan! a Giosta Cavaliere! Heissan! Heissan! Heissan! a Margareta! - Heîssan! Heissan! Heissan!

Gloria al poeta!

CRISTIANO); dominando e sventolando il cappello.

Gloria al poeta e al vento le bandiere!

FOLLA.

Vecchia terra d’Ekebù,. chi ti dona l’allegrezza e inghirlanda le fertiere î

dalla chioma affumicata ?

36 I CAVALIERI DI EKEBÙ

La canzon del Cavaliere sempre gaia e disperata. Heissan !

Heissan !

Tutti sventolano i cappelli. Giosta e fa Comandante passano fenta-

mente e trionfalmente in mezzo alla folla.

COMANDANTE, indicando la tenda, per tagliar corto.

Ragazzi...

CRISTIANO, interrompendo solennemente.

No. Prima Îa cerimonia

e la presentazione...

COMANDANTE, sorridendo. E il ballo?

CRISTIANO, a gran voce.

Muota.

COMANDANTE.

E fa commedia?

CAVALIERI,

Muota,

CRISTIANO.

Prima si compia Îla consacrazione.

La Comandante fa una spallata, siede sul tavolo; imboccando la

pipa; e segue con rozza compiacenza,; il giuoco dei suoi fanciulloni. La folla si ritrae nel fondo, I Cavalieri si schierano dietro al tavolo, Cristiano mette Giosta nel mezzo della sala quasi davanti alla

Comandante.

CITA "

= fratello Giosta: : da prode Cavaliere

E dir sempre 1 to:

ha Le disprezzare P oto?

PuUto..

if cielo al diavolo e i corpo. ai lupi?!

38 i I CAVALIERI DI EKEBÙ

(CAVALIERI a can il E degno!

CRISTIANO.

:. E sta!

T’ò consacrato. Ed ora... a te! La Compagnial!...

Si pone da un lato e chiama. If chiamato esce di fila con i passi e il movimento caratteristici al proprio personaggio, s’inchina alla Comandante, abbraccia Giosta e st ritrae dal fato opposto. Cristiano è solenne ed eroico. I

Riister: solenne bevitot di ponce. Jultus: giocondo trtovator di time. Fucks: cacciatore d’anitre sublime

e Rutger, l’inventor delle bigonce. Ecco Liecrona, che le mense opime rallegra al suon delle budella conce, ecco Everardo, insidiator di dame,

e Wembutgo e Kenvèllere, 1 ouertieri al soldo della gloria e della fame.

A te, Kristoffer, dalle ingotde brame, con Berencreuz, dai torbidi pensieri;

presentando stesso

e «a mel», Cristiano, in ossa ed în carname, e grande Capitan dei Cavalieri...

Muove a gran passi verso la schiera che s’irrigidisce pomposamente,:

in atto di saluto. La Comandante balza dal tavolo, ‘si feva ‘la pipa di bocca ed agitando il frustino parla rude ed imperiosa.

COMANDANTE. pri Ota basta! Alla recita! Ma presto!

avviandosi verso fa porta

Giosta farà il donzello!

ATTO SECONDO 59

GIOSTA, stupito. Che donzello ?

COMANDANTE, sulla porta, uscendo.

Spicciatevi!... A fra poco!

GIOSTA. Che SOC ?

CRISTIANO, spiegando pomposamente.

Si recita la scena: « Notte serenà notte d’argento »

Anna è la sposa e tu il bel frate...

1movendo a gran passi verso la tenda e scostandola

Anna! Fringuello!

. Le fanciulle sbucano dalla tenda, trascinando Anna per le braccia

e tidendo.

FANCIULLE.

- Anna è in vergogna. Ah! AR!

- O «limu..o». È | AR! AN!

- 0 «limu», o «limu»>, o «lime».

ANNA, schermendosi con voce di pianto. Lasciatemi! Lasciatemi!

Sfugge al cerchio delle compagne e si rifugia in un angolo piangendo, I Cavalieri e fa folla rimangono stupiti. Giosta, immobile e pallido, fissa fa fanciulla.

UA LITE lo pen

* a *

GIOSTA. e

| sotto la neve, i di o a

neo | I CAVALIERI DI EKEBÙ || CAVALIERI,* sottovoce, stupiti. | Perchè ? CIA

Cristiano tace. Ma, d’ un tratto, fissa Giosta, pot la fanciulla ; si fa

una manata sulla fronte come se avesse capito, e si trae nel mezzo dei suoi ammiccando d'occhio. "oi SE -.

CRISTIANO. I 3 i

Lasciatela! Lasciatela ! Capisco cosa. cè!

Su

a Giosta; indicando Anna.

Concedo due minuti per mettervi d’accordo.

ai suoi e alla folla che obbedisce: | :

Via tatti! Io sto alla porta. Ma presto. ©“

Si avvia ultimo; poi torna indietro. A Giosta: Da Satò sordo. .

Cristiano esce. Silenzio. I due giovani sono soli. Anna è scossa ancora | ;

da qualche singhiozzo represso. Giosta fe si avvicina. Parla triste e

commosso. Ella non volgerà il capo.

=

Non piangere, non piangere. Perchè ?

Forse era meglio giacer li sepolto

simile a un ramo d'albero caduto si e smemotate nella notte pia

come un tuo sogno di bontà perduto od un mio sogno di malinconia. | in | a n Non piangere, non piangere. Perchè ta |

E vicinissimo a lei, Triste, quasi timido. Anna, fissa, ostile. Quindi parla d’ impeto.

den

ATTO SECONDO

ANNA.

Vattene! Se una lagrima soltanto

dovesse rimaner dentro il tuo cuore, vottei non aver pianto. Piango per me...

«+ Vivevo umile e sola nella casa, laggiù, buta e severa

ascoltando tinnir lievi fe nevi

al sole allegro della primavera.

Ogni mattino raccoglievo un fiore

caduto sul guanciale

- forse | dall’ale

d’un sogno vagabondo e sconosciuto, ed ogni sera l’umili campane i parevano un saluto

d'ertanti carovane

che cantassero all'anima: « Verrà

il tuo Signore!

Vetrà l’amore! Attendi e spera!... »

| ridendo amaramente, aspra

Ed è venuto. Lo sat tu chi sia?

Guarda !... Un briaco lacero e tremante,

sconsactato da Dio, folle d’ orgoglio.

E sa che l’amo! E sa che l’amo!... Via!

Vattene via! Vattene via!... Non voglio!

=

4J

ARRESE CAVALIERI DI EREBÙ

và, LI iI e gd | Mar SI Le AES RS RE a : rr xe È x + 2

#

GIOSTA.

che ha seguito il racconto, palpitando

No. Così no! Ti cado at piedi e aspetto, come aspetta il perdono uno che muore. Sì, sono un vile, sono un maledetto,

ma redimermi può, Anna, l’amore...

ANNA.

fredda, amara, indicando la tenda

La commedia è lassù, bel Cavaltere.

Recitar senza maschera che giova...

GIOSTA, balzando in piedi.

Recitar senza maschera ?... Ed allora sta come vuoti. Continuerò. lassù. Ma ti dirò

parole vere,

nuove... sincere...

Risponderai ? Risponderai ?

ANNA. Non so. GIOSTA, sini È Mie Risponderai ? | ; ANNA, risoluta. . Reciterò. GIOSTA. oa

Alfa prova!

x

Cristiano riapre adagio fa porta, mette fuori il testone edentra rassicurato,

ATTO SECONDO 43

CRISTIANO.

Ragazzi, pronti?

| a tn cenno affermativo di Giosta, dandogli il cappuccio

A te le vesti!...

spingendoli tutti due dietro la tenda

Presto! verso la porta che spalanca

Ciurmaglia! Gloria d’Ekebù! S' incomincia la recita! Su! Su!

La folla ed i Cavalieti entrano rumorosamente nella sala occupando

‘sedie, tavoli, scanni, focolare, pittorescamente: I Cavalfeti st dispongono

presso fa tenda come un'orchestra, impugnando corni e violini. Anche

Cristiano si fa dare un corno. La fiamma del focolare vien riattizzata. LI

T@multo allegro e breve.

| FOLLA. - Ah! AR! ARI

- Presto, st gela!

—_ Qua fa panca! Qua la sedia!

Ah! AR! AR!

Comincian subito! Sarà bella la commedia!

CRISTIANO, all’orchestra dei Cavalieri che si intona.

Silenzio! Pronti i corni?...

gridando fra la tenda La scena è appatecchiata ?

agitando il cotno che tiene in pugno, rivolto alla folla

Avviso a tutti i critici! Chi ciancia... à una cornata.

: Stede presso lochoanza dei Cavalieri Silenzio piOISES Si alza. dal ;

poco, ai piedi della finestra, compare Giosta, il frate. L'orchestrina.

tenda. Si vede la facciata d’un palazzetto con una finestra iffuminata. È notte, Nel cielo color blu vivo, ride una luna tonda, con occhi, naso e bocca. Alla finestra si affaccia Anna la sposa : dopo sn

det CE attacca tina musica gaia e grottesca.

ANNA, dalla finestra. dr 28 SIE pp Notte serena! en È i co s È Notte d'argento! 0 (AA Chi è Tad... + nur 1. Li 5 23 > GIOSTA. | | SL Una pena! Stara 39) sa ANNA, sporgendosi. di Sa - cri : i = DE Chi è là?.. | | e GIOSTA. —. Sea Un tormento. Se sat ANNA.

Restate, allora,

fino all’ aurora.

# =

Ritornello dell’orchestrina. Giosta siede sopra una panchina che è è 3 sotto alla finestra, Anna si sporge di des ; SER

*

GIOSTA. ea Dotmon le fate ? CU ANNA. SR Sì, fraticello.

-

ATTO SECONDO 45.

GIOSTA. Voi chi aspettate ? ANNA.

Frate, un donzello...

GIOSTA.

Restate, allora,

fino all’aurora.

Ritornello dell’orchestrina. Ma Giosta, invece di riprendere fa commedia, riprende il dialogo d’amorte dianzi interrotto. Lo inizia dapprima sullo stesso tono, ma poi continua con foga ognora crescente senza più badare agli astanti. L’orchestrina dei Cavalieri, disorientata, smette a poco a poco dt suonare. Tutti guardano stupiti, e comentano.

_. Sulfa porta dopo un poco si affaccia fa Comandante.

GIOSTA.

Fino all’aurora. Ma mi toglietò, donzelletta, il mantel ch’ebbi da Dio per apparirti, in umiltà, qual sono:

to, che vivo di te, come non so,

10, che invoco l’amor come uh perdono,

io, che tutto per te mi rinnovello.

Fino all’aurora. E piangerò pian piano come un fanciullo che st desti solo

in una notte piena d’uragano

e ascolta, nel clamor buio e lontano,

cinguettare smatrito un usignuolo...

ANNA, commossa, vedendolo inginocchiarsi.

Biotz1 No. No; Che fai?..;

46 I CAVALIERI DI EKEBÙ

GIOSTA.

Guardami! Guarda! T’imploto come implora uno che muore. Non sono più una maschera bugiarda.

Sono l’aurora tua! Sono l’amore!

ANNA.

Com'è bello il tuo volto e come splende! Puro e ardente così | l’anima mia, l’anima mia ti attende

e ti sogna, struggendosti, ogni di.

FOLLA.

Fan dassenno veramente!

CRISTIANO.

Giosta gioca un vero gioco.

FOLLA. Com'è bello!

- Com'è ardente!

CRISTIANO.

La fanciulla piglia fuoco.

GIOSTA, con impeto, improvvisando.

- «x SI! Son l’autora tua... Apro le braccia e spando rose

meravigliose sovra 1 tuoi capelli.

4

ATTO SECONDO 47

Dal cuore mi traboccano zampilli

ilari, come un riso di fontane;

salgono a te dall'anima gli squilli mattutini di tutte le campane:

| trilli d’ augelli,

voli e fulgori per l'azzurro immenso...

ANNA, inebbriata.

... Canta, poeta! Ancora! Ancora! Ancora! Di te, di te, ecco m’inebbrio ed ardo.

GIOSTA, con più impeto.

... pet l'azzurro grande onda d’ incenso un canto solo

puro ed immenso come il sol di Dio,

e in questo canto

11 tuo bel nome, il tuo lontano pianto,

il nome il pianto ed 11 delitto mio.

CRISTIANO. Ah! perdio st batton bene!

CAVALIERI.

Vero colpo da maestro!

FOLLA.

AI

«— E un poeta! - È un Cavaliere! Dentro in cuor gli canta l'estro!

ANNA, vinta, commossa.

Una prova da te, una da Dio | e sarò la tua giota ed il tuo pianto...

NES va LR

NN ola DLE SAI IEIVEANEORA Le

48 I CAVALIERI DI EKEBU e - GIOSTA.. L’avtai, l’avrai, l’avrat. Giuro. Ma intanto. posa il tuo capo sovra il petto mio. ANNA, aprendo le braccia. Vieni, fanciullo, Iddio ti ascolta e vede. Sintram appare, non visto, dalla porticina e si ferma guardando in silenzio la scena del teatrino. CRISTIANO. Ultima scena! Ancora un colpo e cede! : È GIOSTA. I 2 QI Sit benedetta, o dolce anima mia! x CRISTIANO. Attenti alla gran botta... Ecco... Toccata! ANNA, stendendo le braccia. Vieni, fanciullo! GIOSTA, | safendo sulla’ panchetta pet giungere fino a lei È Mia per sempre... 0] ANNA. «= 0] Amata! | I A Si baciano. Ma allora scoppia un urlo terribile, Sintram balza sopra 7 un tavolo, livido, ed urla, La tenda del teatrino cala rapida. CA SINTRAM. È e Inferno! Inferno! 3 À FOLLA. #9 Sintram ! o SINTRAM. è AR a | Inferno, odimi ed urla! ; 4 ù si ;

di Lift

ATTO SECONDO | 49

"og Ò LA È FOLLA.

. Sintram! ;

_ SINTRAM, {endendo: le pugna.

Pianto per pianto ! !

FOLLA. Sintram ! Se $ Burla per - burla !

1 , Piangerete, Cavalieri! Comandante, piangerai!

| —Balza dal tavolo e fugge.

; FOLLA-CAVALIERI, inseguendolo. TR « - Maledetto! 3 - Uccidi! | Prendilo ! ]

- Serra! Inseguilo ! - Dài! Dà:!

? a

| T'umulto rapidissimo. Tutti escono. L'urlo st spegne a poco a poco.

x

La Comandante è rimasta sola e pensosa. Sul focolare Ia fiamma arde pra

| COMANDANTE.

| ascoltando Purlo che si spegne

Pel cielo e per i diavoli! Stanoite

di porterà sciagura.

î - Giosta ed Anna escono dalla tenda. A Giosta, impertosa: ì 9

Giura che l’ami e non fa perderai! | p

50. I CAVALIERI DI EKEBÙ

GIOSTA.

S' io non l’amassi che pet ttisto gioco,

questa mano codarda...

,.. guatda !... è fa prova! —- Îa divori il fuoco.

Si precipita verso fa fiamma e vi stende sopra la mano. Ma Anna gitta un grido. Trae Giosta a sè. Gli serra la mano ancora. calda e con fanciullesca dolcezza se Îa. stringe sul cuore. : ANNA. Perchè ?... Perchè ?... Perchè, Giosta?... con un tremito di pianto. Set mio De

Giosta fa guarda. La Comandante li fissa, cercando ‘di vincere la

commozione

pi: La fucina a volte basse ed ampie nel Castello di Ekebù. Sui pilastri

d’una vecchia slitta rovesciata, i Cavalteri hanno adagiato il fondo di una carretta, improvvisando così un desco, al quale ora siedono È intorno irtequieti ed ubbriachi. Una carrozza sganghetata e senza una ruota pencola a sinistra di fianco alla mensa; e a destra, quasi ‘vicino al fondo, rosseggia tun fornello acceso, a mantice: fe fiamme «_—umose avvolgono una gran caldaia di rame che s’illumina di tanto in tanto alle vampe azzutre del ponce. Quasi sopra la mensa, pende RA grosso maglio a corda che sembrerà un minaccioso pugno sospeso sopra i Cavalteri; due o tre incudini, infisse nei ceppi affumicati,

im Gr A a > RA Pe A le i cl : dei 9

spiccano qua e là; conficcate in terra, alcune lurighe tenaglie reggono

TER, ica

‘nelle branche det mozziconi di candela accesa che gittano strane ombre

ape * 7

e bizzarre luci neli’ambiente grottesco e fantastico.

bi pai

E quasi la mezzanotte di Natale. Il pranzo dei Cavalieri è terminato. Cristiano sta pomposamente sdraiato a cassetta della vecchia carrozza,

ee ii 9A a TRN

ubbriaco, tenendo in mano due boccali: Liecrona siede in disparte, | sopra un’incudine, abbracciando il violino, come se cullasse un bambino,

è di È z si

| un terzo Cavaliere rimescola con una spatola nella caldaia traendo fiamme

Ta

dal ponce e tirando di tanto în tanto il mantice che soffierà sui carboni

sota, 4

rossi ilfuminandoli; gli altri Cavalieri, in atteggiamenti grotteschi di

t>.

ubbriachi, sono raccolti intorno alla tavola davanti alfe ciotole fumanti.

fur | GL "a 7 (rane

. Qualcuno va e torna dalla caldaia per riempire la ciotola vuotata.

La porta d’entrata è nel fondo vicino al fornello.

-

CR.

| CRISTIANO, alzandosi da cassetta e barcollando.

CA al Natale!

di: pe CAVALIERI, vedendolo traballare. °° Stedil

54 I CAVALIERI DI EKEBÙ

»

CRISTIANO, insistendo.

Bevo alla Comandante.

CAVALIERI.

Non bere più, gigante!

CRISTIANO, testardo. Bevo e rimango in piedi.

Accosta l'uno e l’altro boccale alle labbra, si accorge che son vuoti e scende da cassetta pesantemente. Due o tre Cavalieri, ritornando allora dalla caldaia, si fermano ad osservare Liecrona che piange în silenzio, culfando il violino.

CRISTIANO, tendendo i boccali.

Del ponce al Capitano! Anzi, due ponci!

CAVALIERI, intorno a Liecrona. | > er:

-— Olà! Liecrona! + “Perchè piangi? AR! AA!

LIECRONA.

Ho male al cuore! Tanto male. Male!

CAVALIERI. - Suona il violino! Sul... Canta il Natale! Suonaci una canzone! © Suona!

- Suona!

Lei

ì b

n Di

+ dx =

%

ATTO TERZO 55

Natal! Natale! - Su, Liecrona! - Ola! Gli sono intorno, insistenti, come fanciulfoni. Liecrona imbraccia il violino in silenzio, traendone dei ‘suoni bizzarri come a tievocare fa

“canzone. Poi suona. I Cavalieri a poco a poco, presi da malinconia

cantano sommessamente.

CAVALIERI. « Natale! Natale! Natale!

Ora il piccino dorme entro il bel velo. Nanna, oh! Nanna!

Glt angeli spiegan le grand’ali în cielo.

Cade la neve

sopra la capanna

Natal! Natal! Natal! Nanna, oh..! Nanna... »

.Liecrona suona sempre come se rievocasse una visione lontana,

I Cavalieri gli si stringono ancora più vicino, vinti dalla dolcezza.

«Ela neve

scende candida. Natal! Nanna! Nanna!

Scende lieve giù dal cielo sulla rustica capanna.

Dorme il bimbo sotto il velo.

Nanna! Nanna! »

E Cavalieri tacciono assorti, Ma Liecrona, trascinato dalla sua pena,

trae dal violino dei gridi di dolore; poi d’un tratto cade a sedere,

disperato, piangendo ed implorando,

Ca I CAVALIERI DI EKEBÙ

LIECRONA.

Lasciatemi, lasciatemi andar via! Laggiù, tra le foreste,

c'è la casetta mia

e il mio piccino, il mio piccino biondo. . La madre, ora, lo veste

ed egli attenderà, con-i1 Messia,

il ritorno del padre vagabondo. * ; # Lasciatemi... lasciatemi andar via...

Voglio tornar laggiù...

CAVALIERI, riprendendo il fare di ragazzacci ubbriachi. ra - Taci! Del ponce!

To’, il violino!

- Su! - Suonaci grillo un trillo d’allegria!

- No! Suona fa canzon di Belzebù!...

Liecrona non st scuote. Piange. Poi a poco a poco si calma come a un bambino che si addormenta. Ma Cristiano; al nome di Belzebù, A st picchierà una manata sul testone e accennerà ai Cavalieri di raccogliersi intorno a lui. Parlerà ad essi, misteriosamente ubbriaco e_grottesco accennando a Liecrona che ora non piange più, ma

sta sempre raccolto e pensoso, in disparte.

CRISTIANO... - Ah! Belzebù!... Si! Udite! Come un battaglio nero tintocca qui un pensiero, tra il ponce e l’acquavite.

guardandosi intorno

Îun DE piange... piange così... stramazza...

- Gi allora Uno sghignazza giù nell'abisso... e sale!

_ Veramente? ; Il diavolo? Perchè? Perchè?

Chissà! _ Sul gruppo che si guatda intorno, in silenzio, quasi paurosamente,

suona il primo focco di mezzanotte. Ognuno trasale. Liecrona si leva & st unisce x altri. .

Eccolo! ! È qui!

AR! AR!

di, aguzzi, viso chiazzato di neto, bocca larga scarlatta, mantello de: 4 i 4,4 , , , osso. I Cavalieri fissano un istante l’apparizione. Sintram, immobile,

«numera ad uno ad uno indicandoli col dito. Quando ha terminato,

ria

nchina malignamente,

58 I CAVALIERI DI EKEBÙ

SINTRAM. SR >

Comparti, riverenza!

CAVALIERI, prendendo coraggio.

Altezza! Belzebù! SINTRAM. |

Credevo, veramente, trovarne uno di più.

CRISTIANO, iintrancalissimio.

È allegro, l’animale!

CAVALIERI. | Del ponce, Altezza?

SINTRAM. Leo |

‘Accetto. UNO, sifesado Scommetto che ha una sete d'inferno... CAVALIERI, in piena confidenza.

AL! AR!

SINTRAM, bevendo nella ciotola. Ben detto...

CRISTIANO, allegro. I de

Del ponce ancora?

SINTRAM. i Ho fretta. si

CAVALIERI.

Una canzone?

ATTO TERZO 59 SINTRAM. Ho fretta.

CAVALIERI, Un ballo?

SINTRAM.

No. Non posso. La Comandante aspetta.

I{ nome fa effetto. I Cavalteri si guardano in viso stupiti. Cristiano aggrtotta le ciglia minacciosamente.

CAVALIERI.

La Comandante?

SINTRAM. | Non sapete? Ah! AK!

Porto il contratto

da rinnovare.

. Cedo, a baratto, fedeltà e potete

per l’anima soltanto del Cavaliere ch’entro l’anno andrà

a dormire coi grilli in camposanto.

CAVALIERI, Pidament percossi.

L’anime nostre?

SINTRAM.

Ecco perchè vi atuta,

prodigando ogni giorno oto e sollazzo... ;

CAVALIERI, sdegnati e intontiti.

La fattucchiera! La ribalda astuta!

Sr TRI ua i ca : Ù

60 I CAVALIERI DI EKEBÙ

CRISTIANO, afferrando un martello e urlando.

Comandante del diavolo! Ti ammazzo!

SINTRAM, sbarrandogli il passo. No. No. No. Gioco pet gioco. Tutti qui. Patto per patto.

-

Se volete, sull’istante, or con voi faccio un contratto.

CAVALIERI, tutti intorno a lui, ansiosi.

Come ?

SINTRAM. I Udite. Le miniere e il Castello d’Ekebù

sono il dono d’un amante. Ve lo giura Belzebù.

CAVALIERI.

Quale amante?

SINTRAM.

Altringher! Altringher! Le comprò da lui coi baci,

colle notti più dannate... cogli amplessi più voraci...

CAVALIERI, aizzandosi. Maledetta! Strega! Diavola!

SINTRAM.

Morto Altringher da vent'anni,

ot le paga con fe lagrime e coi vostri ultimi affanni...

\

Pd

CAVALIERI,

Fattucchiera! Sconsacrata !

CRISTIANO, movendo ancora verso fa porta agitando il martello. | 5

Muoia !

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No! Cacciarla!... Vial... 2) 2

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CRISTIANO, A

Così sia!

7 alla porta, seguito: da tutti, e il o. e si mete a urlare. i | z

= - Comandante! ! - Dove sei?

PSR 2 -— Vien qui, pendaglio!

*

= - Esci di tana!

Sotto i. maglio i

AR

Sotto al napdio,

re. Tai Comandante, seguita da Samzelius tetro e muto. La donna , frustino in pugno e fissa aspra minacciosa gli ubbriachi. =

Du

Basta! “Stlenzio! Via di qui!

62 I CAVALIERI DI EKEBÙ

COMANDANTE. Una patola... una parola sola, e vi totco il frustino sulla faccia,

orsi da fiera!

Leva tl frustino, inarcando il braccio ed avanzando. Silenzio. Ma allora Cristiano esce barcollando e tisoluto dal mucchio, tendendo fe pugna.

CRISTIANO. Ucciderti bisogna!

Io parlo. Parlerò!

COMANDANTE, imperiosa.

Taci!

CRISTIANO.

Ch’ to taccia ? indicando Samzelius a ditate

AR! vuoi ch'io taccia come fa costut,

tuo marito, che vive di vergogna...

COMANDANTE, trasalendo, rettocedendo. Che hai detto?

CRISTIANO, contintando violento. ..€ accatta le ricchezze altrui

at piedi del tuo fetto?

COMANDANTE, con voce soffocata.

Esci!

Po | Pa uy

bea di PAS TORI reato ein

bia cata

Mid

ATTO TERZO 63

CRISTIANO, vedendo che la donna muove verso di Iui. 3% Ò No! No! Se ti muovi... ti stritolo, perdio!

Silenzio un attimo. La Comandante si arresta. Samzelius sf trae avanti arruffato come un orso, divorando con gli occhi Cristiano. Tra il fumo della caldaia Sintram appare ghignando di gioia diabolica.

CRISTIANO, teso il dito, urlando.

__—Le tue ricchezze eran d’Altringher...

È

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(PR) :

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Me a o ca de cs», ci

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ic: di;

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_ SAMZELIUS, con un ringhio.

e a

SAMZELIUS.

va

COMANDANTE, perduta.

Taci!

CRISTIANO.

Sì! Del tuo amante! Egli lo sa!

Io? Nol...

Non so nulla!

CRISTIANO.

Del tuo amante. Le hai pagate con 1 baci,

con le notti più dannate, con gli amplessi più voraci...

«e ot le paghi...

Sintram sghignazza ed esce dalla porta, di corsa.

Io non so nulfa!... No!... Sull’anima ch'è mia...!

Avanza, a braccia alzate, ringhiando: rimane così un attimo, pot

lascia cader le braccia, e si copre il viso, quasi ululando fra la collera

_ e fl pianto. Cristiano, allora, tace, palpandosi la fronte, tornando în

sè, spautito di quanto ha compiuto. La Comandante, tragica ed

_ immobile, non batte ciglio.

e

RENE

64 I CAVALIERI DI EKEBÙ =

CRISTIANO.

N Ecco. E finita...

COMANDANTE, triste. Sti. Per me è finita.

Silenzio. Ma Samzelius serra i pugni e muove due passi di belva verso la donna poi si ferma di botto, indica la porta ed urla a voce strozzata. i

SAMZELIUS. Via! Via! Via!

COMANDANTE, tragica, calma.

Andrò. Ma non per te. Non per minaccia.

Andrò. Conosco il mio destino. « Un giorno 2 così mi disse la mia vecchia madre

farai ritorno

pottandomi il tuo cuor nella bisaccia

del mendicante. Ti sarà giaciglio

un mucchio di carbone

e imploterat con lacrimoso ciglio.

il mio perdono... »

CRISTIANO, cadendo in ginocchio; come un fanciullone, ba-

ciandole la veste.

Che ho detto?... No!... Perdonami!... Perdona! .

COMANDANTE, senza guardarlo, scrl. È giunta l’ora dell’espiazione!

chinando il capo

Vado. Vi lascio le fucine in dono...

regendosi, nobilmente, e con voce gonfia di pianto dominato.

ea eee

ATTOTERZO. 65

Ma qui, ascoltate, qui sarà finita

senza di me. Non cadrà più rugiada

sull’erba inaridita,

l’arsura e il vento mieteranno il stano, e per ogni contrada invochetete il mio ritorno invano.

. fiera e calma.

Ecco. Orta vado. Apritemi la porta!

Inchinatevi ancora al cenno mio.

Presto! Obbedite!

Alcuni Cavalteri umilmente vanno ad aprire la porta. Folata di neve. Ella si avvia. Sul limitare si volge.

COMANDANTE.

Cavalieri! Addio!

Esce. Silenzio profondo, I Cavalferi mutoli e stupiti si guardano.

Samzelius st abbatte col capo sulla tavola ringhiando sordamente e soffocando i singulti.

seduta sulla porta.

i Notte limpida. Una [una pallidissima tramonta sul fago fontano. «Non nevica più.

Si vede; a sinistra, la facciata buia e tozza della casa di Sintram.

A destra, di fronte alla casa, nereggia un gtuppo di pini sotto ai quali serpeggia un sentiero che scomparirà come se discendesse in una valle. Una strada più larga nel fondo, oltre la quale in basso spiccano i le pallide acque del Lewen specchianti la luna biancastra di fumi e le . stelle Iuminose. Neve sugli alberi, sulla strada, e sulla spianata.

Silenzio profondo.

| Seduta sui gradini della porta, illuminata da una lampada rossiccia

che pende da una tettoia di legno, sta fa Madre di Anna nell’atteggia-

«mento queto e doloroso di chi aspetta senza disperare, rassegnatamente.

Tutta fa casa è buta, all’infuori di una finestra a pianterreno, sbatrata

«e illuminata all’interno da una lampada. Silenzio sempre. D'un «tratto un suono ffoco di sonagliere tremola nella notte, si avvicina

rapido, squilla vivo e si allontana veloce. AI primo tocco ia Madre

Teva il capo e tipete con dolcezza senza muoversi la domanda «di tutta la notte. |

MADRE. Sei tu, figliola mia? Anna! Sei tu?

Le sonagliere st alfontanano veloci. La donna si alza, st avvicina

alla strada, spiando, queta. Le sonagliere tacciono.

Nessuno ancora.

Ritorna a sedere sulla porta.

E aspetta, aspetta, aspetta,

Ella non torna più,

come se fosse già fontana o morta.

La luna tramonta. Le stelle impallidiscono. Strillo di sonaglierte vicinissime e sulla via, di corsa, ansando, balza

Sintram, che si guarderà affannato alle spalle.

PO

68 I CAVALIERI DI EKEBÙ

SINTRAM. I lupi! I lupi!

MADRE, fevandosi. Sintram! SINTRAM.

Urlano a branchi. Su!

Chiudi la porta. Seguimi. Anna non torna più.

MADRE, con dolcezza spaurita.

Non torna più?

SINTRAM, aspro, affannoso. È con Giosta! indicando oltre fa via Là, in quella slitta... I [upi la inseguono sbalzando dai covi e dai dirupi. i Non può tornare. È Morta. Piangila pure. È morta.

Demonio e inferno, aiutami! Entra. Chiudi fa porta.

MADRE, gemendo, sospinta in casa.

Anna!

SINTRAM. I A | Obbedisci. Muoviti. Entra. Rinserta. Spranga. De E s’ella giunge... pianga. Nessun risponda. Pianga.

Trascina la donna ‘in casa. Tonfo della porta chiusa. Sttidor di serrami, Si spegne la luce della finestra. La casa rimane buta. Il cielo e il fago schiatiscono ai primi albori. Fioco tintoccar di sonagli e dal sentieto, sotto i pini, salgono în fretta Giosta ed Anna. St. tengono tutti due alla vita. Si volgono indietro, spauriti. i

non è avid “mai i più 44 mia vita © e | i pil È

A giù la notte, 1 ringhio della Mare: il tempestar delle criniere ; p A È 3A ; | 3 DS a II, i sE

| Ritofnerò

= oi Vas fa soglia le; nel | che vorrà il Signore... È

DR

DI ; i ; to

ao I CAVALIERI DI EKEBÙ

ANNA, con tenerezza di fanciulla triste.

Addio! Vorrei tornar dolce e bambina come quando sostavo alla fontana nell'ora mattutina.

Invece è l’alba e sono presso a te. ..Son tetta piena del tuo folle canto, trabocco, viva, del tuo puto amore, ma la dolcezza che mi strugge il cuore è una dolcezza che somiglia al pianto. Addio! Che in ogni buia ora di pena ti sta vicina,

dolce e bambina,

come quando sostavo alla fontana

nel silenzio dell'ora mattutina.

Io me ne andrò chissà quanto fontana! Ma porterò con me, viva nel cuore, sempre quest'ora di soavità | | kb5 e di dolore... | |

Addio !

GIOSTA, abbracciandola. No! Un bacio... Un bacio!... Un bacio!

staccandosene con dolcezza Va?!

n Si allontana, Il cielo schiarisce sempre più. Anna si avvicina fenta- Si mente alla casa, Giosta, alfora, risale cauto il sentiero e si nasconde |

sotto i pini, come se volesse vedere la fanciulla entrare. Anna sale

i gradini e. ristà un attimo; sotto alla luce della lampada; si volge S verso la strada come se pensasse a Giosta, poi batte sulla porta, piano,

con fe nocche. Silenzio. Batte ancora. Silenzio. Batte ntsovamente col

picchiotto di ferro. Silenzio profondo. Un pensiero, il pensiero di essere. cacciata, fe bafena nella mente. Scende i gradini, guarda alla finestra, | un nodo di pianto e di disperazione le chiude la gola: risale i gradini e picchia, affannata, implorando, gemendo e cadendo poi ginocchioni contro 1’ uscio.

(

me. Aprimi! Piango ! di

pi!

pet di n Ai e non mi da conforto.

ndo, n în dolezza, ache al dolore;

n} di 7 Vi gita)

sciarmi, non. lasciarmi qui

POR

n ne la 2 porta, |

p Dai me n o volta ! on, BEE Cn (A

sori E ‘morit con tei

Ù 4

ini, si preme

ti

! Non aprono | È fa prova,

mare COSÌ... Pace, < cuor mio! i)

Side } RI x Al

nes a pianterreno si iltemina « e si schiude. TEN balza in piedi.

72 I CAVALIFRI DI EKEBÙ

GIOSTA. Aprono? No. Si! Aprono!

movendosi, fermandosi, quasi rispondendo al desiderio di fermatsi ancora.

Che giova ?

Si allontana: ma; al dialogo che stona nel silenzio mattutino, si arresta ed ascolta. Il cielo rosseggia fioco. La Madre appare alle sbarre della finestra.

MADRE. Anna! Figliuola mia! ANNA. Mamma, pietà di me. MADRE.

Sintram non vuol che t’apra... Senti...

ANNA, impetuosa col pianto alla gola. A Perchè? Perchè? MADRE. Ti uccide, se ti vede. ANNA, seridando.

Mortò qui sulla porta... MADRE. ; È; Domani... cal ANNA, disperata

No. Domani mi troverete morta.

x

D’ improvviso, nella stanza illuminata, Sintram apparte alle spalle della madre. L’afferta. Alza le mani per batterla. La toglie violentemente | dalle sbarre. La finestra si abbuia. Si ode il tonfo di una petcossa. È Un grido. Anna balza. a

; PERLA , MI agi Me

risce sempre più

| Giosta! Sei (ca E do; ;

bol Sono fo! 03 i ; : i ve : , i î i si > È. ES ce 9 ( i dona a me. Guarda. E l'aurora. i

la :

“BL 9 { SE Ù OR } i

il capo sulla , spalla. Si avviano

MAR) I CAVALIERI DI EKEBÙ.

GIOSTA.

Cammineremo incontro al nuovo sole sempre così, tenendoci per mano... .»lontan fontano... e spunteran viole su dalla terra tepida che odota.

Sei fa mia aurora, la mia dolce aurora ch’ io porterò così sempre nel cuore.

i

con gran tenerezza

Ave al dolore,

che ti ha donata a me, pura e soave! Ave all’amore!

ed al tuo pianto sconsolato, ave! Scendono lentamente pel sentiero, allacciati alla vita, nel chiarore

dell’alba: ed egli, mormorando l’ultima parola, posera fa sua bocca. sulla bocca di let ancora fredda di pianto.

pulce DEL CEE

A

da

Rest

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CASa

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fe, > merca i de

dal proscenio, fino al fondo. Ad ogni arcata corrisponde a regolare ce istanza wuna porta che lascerà intravvedere l’ interno della fucina, il grosso maglio appeso al soffitto, il fornello a mantice, le incudini È fe bocche fontane dei forni. La fucina è deserta. A destra, invece, si vede la facciata interna. del Castello, in pietre ruvide e bigie.

n

È off di ssa appassite pasolsoo dI36 spigoli e dat cornicioni;

memi

- Cavalieri del dolore!

Non udite ? Sftamo il popolo che muore.

foi miseria È: già all

DONNE. Non udite, non udite, C UOMINI. i

Strugge il vento il nostro o grano!

i

DONNE. de, ii Non udite, non udite, Cavalieri del dolore? | FOLLA.

Come voi “sperdete i i giorni, DR vi i sull’istante

Al

La casa rimane chissa. dea. una voce o un volto. Allora TSO xi ;

DONNE.

- Anna, ascoltaci!

ti

- I Signore danna | noi pel tuo pece

Lascia Giosta!

UOMINI.

DONNE.

- Anna, alri

Lascia l'uomo che ci danna.

vi i aiutaci ! nana) Annali

ie)

Sterpi! | sE se c—buscelii

Giura! ee

80 I CAVALIERI DI EKEBÙ

GIOSTA.

No!... Ah!... Questo nol... Perchè ?

La folla, dominata dal grido, tace; allora egli s’avanza, lento e

religioso, alzando le braccia al cielo. gb: Giusto Signore,

se ho peccato, colpiscimi. Son io

che imploro di soffrir. Ma non colpire

gl’ innocenti che vivono d’amore

e quelli che ti chiedono ogni giorno

pietà per non morire.

alla folfa

Udite. Giuro. Qui farà ritorno

la Comandante; canterà il lavoro

ancor nella fucina, |

e se ho peccato, io solo, ecco, tottò Moio la giusta pena. | Ma lasciate che lei viva serena,

viva serena e sempre a'me vicina...

Tace commosso. La folfa si placa; dominata. Esita. Si muove.

FOLLA.

GIOSTA. i

Lo giuro. Ritornate in pace

at casolati.

FOLLA, affontanandosi. GS

- Così sia... ui:

Se ne vanno.

TIANO. i Plebe ignobile ed infida.

id da quasi un anno, ci perseguita di strida.

Spazza via!

3IO: A, quasi vincendo il pianto.

ti

Lasciami r ù

) i

| CRISTIANO.

Ho capito... Rimane un poco pensoso, | ii

UN RO.

Qui non batte più un martello... |

UN ALTRO.

3 qui si : vuotan È le CRISTIANO.

Si è bevuto, veramente...

CRISTIANO.

Tutto... e più: perfin le nuvole!

,

LIECRONA, rompendo in i pisato. 3

«mucchio di canaglie.

î

e cercat la Comandante...

"sn pensiero così nobile?

Dai segni

_ Tutti degni! ‘— Degni! Degni!

84 I CAVALIERI DI EKEBÙ

CRISTIANO, ai cavalieri aprendo le braccia

Cavalieri! Su! Da forti!

Abbracciamoci...

CAVALIERI.

Abbracciamoci!...

CRISTIANO. . E che tl diavolo ct porti.

Si abbracciano, avviandosi poi verso il cancello. CAVALIERI.

«L'ora è giunta. Addio per sempre... in gruppo; alla cancellata

Giosta, addio!

Per sempre addio!

Escono. Ma Cristiano con una piroetta ritorna, tocca Giosta sulfe

spalle, e gli indica Anna.

CRISTIANO.

Anna! È

GIOSTA. Ebbene ?

CRISTIANO.

Piange! Guardala! Piange troppo... Almen direi.

GIOSTA. Ed allora?

= at call DE TA RE ap

Lo vado al diavolo con costot... Tu sta con lei...

va

i. del pensiero gentile, esce senza più i volgersi. Giosta AIR

n Anna! Perchè? Perchè )

GIOSTA.

Lasciarmi? Tu? Se Dio non a vuol che muoia disperato di me, ° gii

tutto, mi chieda, tutto, anche fa gioia,

ma non mi tolga, non mi tolga te.

Ti cado. at piedi, come un giorno, Guarda! T imploro come implora uno che muore. s) Anna! Mia vita! Anna! Mio santo ‘amore! Guarda ! Son 10! Guardami! Piango. Guarda |

ANNA, presso al -caocello Non piangere, non piangere... È È El destino. n. ritornando a lui, d’ impeto | De ; si Apri le braccia... stringimi sul CUOfe,. Stringimi sul tuo cuot l'ultima volta... Fa' che muoia, così, fra le tue Braccia.

Ì

Non reggo più! Non. teggo PIÙ. A

GIOSTA, e de | Signore L

Signore! Ascolta ! Toglimi la i o dammi un segno della tua bontà...

ANNA.

Non invocare - più, Giosta. È finita ! Lasciami!

GIOSTA, CAN tattenerta. No

si LASCIAMI

Patto

RIST

il cancello.

x

;

« La Comandante! »

+ % } sa ; È

v | i ie i la p Pa d ad) RA)

BOI I CAVALIERI DI EKEBÙ

CRISTIANO.

Giosta! La Comandante! La Comandante! È qui!

Presto! Un guanciale. Muore. Annal!...

ANNA, entrando in casa, ritornando coi guanciali, e accomodandoli |

sulla panchina.

Così ? CRISTIANO, aittandofa. | Così. GIOSTA. | Muore ?

CRISTIANO, accomodando 1’ improvvisato fettuccio e narrando.

L’ho ritrovata... là... sul sentier lontano distesa sulfa polvere. Mi disse: « Capitano! » - « Comandante! » - « Solflevami!... Dov'è la tua brigata? Chiamala e canti a festa. Muoio, ma perdonata! » Eccola!... Taci... alla folla che entra, commovendosi e confondendosi | Popolo!... Plebe!... Fratelli... Su!... Indietro! Cavalieri! Silenzio tutti! E gtù... |

La Comandante entra sorretta dai Cavalieri e seguita dalla folla. Viene adagiata sulla panchina. Tutti st scoprono commossi. Silenzio profondo. La Comandante, dopo un attimo, apre gli occhi smarriti e balbetta.

COMANDANTE.

Ragazzi! Mille diavoli! Matrmotte!

Perchè tacete ?

GIOSTA, avvicinandosi.

Comandante !

big re I

mela tt

, ale f RO de il DE RP IAda ID

i

Giosta! di Ra n

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smar rendosi < Ù. È n #4

PA

Su!

: Ng ORE DI DA <. 1) Rimane. o n n: ud pi n ) p

i COMAN DANTE.

Cristiano! Ti pai Ecco a; mano !

Cristiano gliela bacia e cade in ginocchio, piangendo. pas

Li de

Lo so. Sei buono. Ì

sN

agli altri, chiamando con un cenno.

Ed anehe: tu... anche ts... Miei Cavalleri! Gaia e disperata canzon di gioventù...

muoio tra voi.. ma consolata e in pace...

CAVALIERI.

intorno a Ie; commossi, PRSCIEN di sorridere.

A

Non morirai! Non morirai...

COMANDANTE, serena, I «Fra poco. Solo vottet... Ne È

rizzandosi ancora accennando alla fucina

Perchè non brilla il fuoco? | Perchè, osa quella fucina tace?

con un filo di voce ‘ma imperiosa

Mille diavoli! Su! Presto! AI lavoro | Sola preghiera, per fa “morte mia; L siano il bel canto ed i festoso coro i delle fucine... Su! Uomini! Via!

AI lavoro! AI lavoro! Hi AGNI i

Anna! Te no! È

NI

fi

ccendi i 1 fcochi |

nostri cuori, Teti ritornelt

! Accendi! e DA

UE UA di SSA vie Brilis! nt - Su! AI maglio! | ; (03

%

ii Tuoni forte!

CAVALIERI. - Vecchia terra d Ekebù....

Dora

CAVALIERI.

i . chi fa crescere le tose...

(o

CI H apra ue fede pia el Benedizione...

CAVALIERI.

... Sulle squallide miniere dalla b

.

FOLLA. >

..@ l’amore, redenzione della |

CAVALIERI. La canzon del Cavaliere

dal lavoro illuminata...

FOLLA. ... Brilli e sfolgori Fkebù... |

Sciogli il maglio | P

- Tooni!

A

5

i

n

_ e Elkebù.. oli du nuo! ; | i ; - Toni! : | oi

- Giù

94 I CAVALIERI DI EKEBÙ

GIOSTA, cutvandosi: LV 1 Motta!

CAVALIERI e FOLLA, sommessamente. } Morta! i GIOSTA, solenne, con voce squillante come in un rito. Dl

Cavalteri di Ekebù!

Per la nostra Comandante... tuoni il maglio... Sciogli! Giù!

pars

II maglio cade nel silenzio. Tutti s’inginocchiano e piegano il capo. g g pieg p

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